La Fontana mai realizzata

"Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita" - Dino Campana, Canti Orfici.
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La Fontana mai realizzata


di Stefano Saviotti - Miro Gamberini

da: 2001 Romagna, n° 141, dicembre 2013



Il 20 luglio 1942, in previsione dei trecento anni dalla morte di Evangelista Torricelli, avvenuta a Firenze nel 1647 all’età di 39 anni, venne costituito a Faenza un comitato per onorare la sua vita scientifica. Membri di questa commissione erano Giuseppe Vassura, Piero Zama, Gioacchino Regoli,  Domenico Benini e Gaetano Ballardini, ai quali in tempi successivi si aggiunsero il conte Carlo Cavina, Angelo Lama, Vittorio Ragazzini, Raffaele Bendandi e Giovanni Antenore. Nella loro prima riunione fu compilato un verbale nel quale si elencano le iniziative da prendere: conferenze, pubblicazioni delle opere dello scienziato, sistemazione del Museo Torricelliano, ricerca dei resti mortali di Torricelli e loro collocazione, come da suo testamento, nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, ed infine la costruzione, nel Piazzale della Stazione di Faenza, di una fontana monumentale che celebrasse i principi di idraulica scoperti da Torricelli, nonché la scoperta del barometro. La realizzazione del monumento fu affidata all’architetto faentino Luigi Emiliani (1893 – 1963) e venne stimata una cifra di 140.000 mila lire per la sua attuazione. Il 29 luglio 1943 Giuseppe Vassura, presidente del comitato, informò il Commissario Prefettizio che tra qualche giorno in una sala della Biblioteca Comunale sarebbe stato esposto il plastico del progetto.
 Aggiungendo: “date le difficoltà del momento per una simile costruzione la commissione esprime l’avviso che nel caso che il monumento non fosse condotto a termine per la prossima primavera potrebbe essere inaugurato nel prossimo 1947 anno in cui si compie il terzo centenario della morte del Torricelli”. Una descrizione del monumento scritta da Luigi Emiliani, completa di fotografia del progetto, ci presenta la struttura. La fontana, a pianta circolare di metri diciotto di diametro per un’altezza di dieci metri, poggerà su un marciapiede sul quale verranno posti due gradini, quello superiore formerà un largo piano dove potranno sostare gli osservatori. Al centro di questi tre circoli sarà la grande vasca pure circolare col diametro esterno di metri undici e con una sopra elevazione che ne formerà il parapetto, al margine superiore come coronamento sarà inciso il decreto che il Gran Duca Ferdinando II dettò dopo la scoperta del barometro:
“QUOD EVANGELISTAE TORRICELLII VIRTUTE AC FELICITATE RES PROSPERAE GESTAE SUNT QUOD VERITAS RECUPERATA, QUOD METUS VACUI PROFLIGATUS QUOD IMPERIUM SCIENTIARUM PROMOTUM,  ET DEO IMMORTALI HONOREM JUBEMUS ET EVANGELISTAE TORRICELLIO TRIUMPHUM DECREVIMUS”. (1)
Dalla grande vasca a sezione trapezoidale si eleveranno due grandi steli di travertino quale simbolo di ricordanza delle scoperte ed invenzioni di Evangelista Torricelli. Le incisioni a sbalzo ricorderanno: il barometro, il telescopio per le lenti perfezionate dal Torricelli, e le scoperte in geometria. I suoi studi sul “Defluvium acquarum repertum” vengono dimostrati dai quattro zampilli illuminati uscenti dalle steli che versano l’acqua in una vasca parabolica, la quale posta su alcuni massi svuoterà tramite un foro posto in fondo l’acqua nella grande vasca sottostante di porfido verde. Dai lati esterni delle due steli, tramite cascata l’acqua scende riempiendo la vasca centrale col suo dolce e tranquillo rumore.
Il Comitato si riunì varie volte, trovando spazio negli uffici di Igiene (Piazza della Molinella). Le vicende belliche in cui si trovava il Paese nel 1943 consigliarono però di accantonare il progetto della fontana. Solo nel 1988, lo spazio antistante la Stazione Ferroviaria venne abbellito inserendovi l’opera “Fraternità fra i popoli” di Carlo Zauli (1926 – 2002).





Monumento del grande barometro ad acqua e della fontana di Torricelli progettato dal prof. ing. Giuseppe Vassura e prof. Luigi Emiliani per essere collocato nel piazzale della stazione ferroviaria.



La Fontana progettata da Luigi Emiliani per commemorare i trecento anni della morte di Evangelista Torricelli.

Note:
1) “Poiché grazie al valore e al successo di Evangelista Torricelli le cose hanno avuto esito fausto, poiché la verità è stata ripristinata, poiché la paura del vuoto è stata vinta, poiché l’autorità delle scienze si è imposta, ordiniamo onore a Dio immortale e abbiamo decretato il trionfo per Evangelista Torricelli”.









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