Porta Montanara

"Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita" - Dino Campana, Canti Orfici.
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Porta Montanara


di Stefano Saviotti

da: 2001 Romagna, n° 141, dicembre 2013


Era una delle più belle della città, caratterizzata dal fornice ad arco acuto verso l’esterno e a tutto sesto all’interno. Il basamento era interamente composto, fino all’imposta dell’arco gotico, da blocchi di pietra spungone, così come i conci dell’arco stesso. L’arcata verso l’interno della città era invece in mattoni con bardellone (ghiera posta di piatto intorno all’arco), e impostata molto più in alto rispetto a quella esterna. La parte superiore della Porta era tutta in mattoni, compresi i beccatelli che correvano su tre lati, ad eccezione dei capitelli in pietra delle arcatelle di coronamento. In origine, la Porta terminava con un terrazzo merlato dal quale si poteva compiere la difesa piombante, con lancio di liquidi e sassi attraverso i fori nelle arcatelle fra un beccatello e l’altro. Nel corso del Cinquecento i merli furono abbattuti, e sopra il pavimento del terrazzo fu posato un coperto in coppi; rimase agibile invece una stanza sopra il vano della Porta, illuminata da una finestra aperta verso l’interno della città ed accessibile mediante una botola, come a Porta delle Chiavi. Porta Montanara, come Porta Ravegnana, aveva una sua particolarità: nei periodi di Sede vacante tra la morte di un Papa e l’elezione del successore, rimaneva chiusa per motivi di sicurezza; la sorveglianza in questi casi era esercitata da un picchetto di guardia permanente, agli ordini dei Cento Pacifici. Nel 1644 fu tolto il ponte di legno sopra il fossato e sostituito con un terrapieno, lasciando una chiavica per il passaggio dell’acqua. Nel 1697 la casa del custode fu ampliata, ristrutturando ad uso abitativo la stanza sopra la Porta. Nell’occasione, fu aperta una porta di comunicazione con la casa, in quanto originariamente detta stanza era accessibile solo tramite la botola nella volta. Dopo il 1803 l’incarico di custode della Porta fu soppresso, e nel 1806 la casa fu messa all’asta. Il 13 maggio 1805 il Consiglio Comunale decise d'abbattere Porta Montanara sostituendola con un Arco di Trionfo in onore di Napoleone, ma le dissestate finanze cittadine non permisero la realizzazione del progetto. Nel 1898 fu rifatto interamente il tetto della Porta, sostituendo le travi completamente fradice. Finalmente nel 1905 la barriera daziaria fu abolita, e rimosso il portone. Nel giugno 1926 fu aperto un passaggio carraio a lato della Porta, abbattendo parte della vicina casa Baroni. La lunga storia di Porta Montanara terminò la sera del 14 dicembre 1944, quando truppe tedesche la fecero saltare causando anche il crollo dell’ex casa del custode.






Estremo di Porta Montanara in un disegno di Romolo Liverani. 1830 circa.




Interno di Porta Montanara, vista dalla piazzetta S. Lucia con un tratto dell'attuale corso Matteotti, in precedenza corso Domizia. Disegno Romolo Liverani.

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