"Casa Faenza" a Timisoara (Romania)

"Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita" - Dino Campana, Canti Orfici.
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“Casa Faenza” a Timisoara (Romania)

di Vittorio Maggi

Casa Faenza è il simbolo che unirà per sempre Faenza a Timisoara; è il risultato finale di una serie infinita di operazioni umanitarie a concretizzare un gemellaggio e una  sottoscrizione d’intenti condita di amore e orgoglio per averla realizzata. Le sue radici vanno ricercate nel 1989, all’indomani della caduta del dittatore Nicolae Ceausescu, quando qualche ardito faentino, sfidando il freddo di quell’inverno, si mise sotto il loggiato comunale con un banchetto a chiedere offerte per acquistare alimenti e medicinali da portare in Romania ad un popolo bisognoso di tutto. Le prime conoscenze le facemmo con il Dr. Stefan Curescu responsabile di un edificio, non si poteva chiamarlo ospedale, che ammucchiava pazienti affetti da problemi oncologici. Su questo “ospedale” furono concentrare le nostre attenzioni per almeno 6 o 7 anni, durante i quali, per fornire di alimenti poi solo di medicinali il medico, ci accollammo fino a 7-8 viaggi all’anno, anche 14 un anno.  All’inizio del 1997 il Consiglio Direttivo del Comitato di Amicizia “Faenza-Timisoara” decise di porre fine all’invio di aiuti umanitari a Timisoara. Non era stanchezza o noia, come succede spesso quando le iniziative si fanno troppo lunghe, né si trattava di una mancanza di volontà a proseguire una missione iniziata anni prima, era invece la consapevolezza  che questa rinuncia era motivata da una sorta di rispetto verso il dignitoso popolo romeno, la certezza che poteva anche farcela da solo senza aspettare aiuti da lontano .


30 gennaio 1990, i primi aiuti umanitari all'oncologo Dr. Stefan Curescu, nella foto assieme a Vittorio Maggi.
     Benché nel 1991 fosse stato sottoscritto un patto di gemellaggio tra le due città e pertanto i rapporti istituzionali sarebbero comunque continuati, anche se noiosamente con qualche visita annuale, si fece forte il desiderio, mio personale e di tanti altri faentini che per anni si erano prodigati in questa missione, di non interrompere questi contatti con la gente di Romania ma di volere ancora di più suggellare questo rapporto con una iniziativa concreta, realizzando qualcosa che sarebbe rimasto nel tempo a testimonianza del sentimento di amicizia che legava molti faentini alla Romania e in particolare alla città di Timisoara. Mi venne un’idea e proposi il progetto di costruire un centro di tipo assistenziale, prima agli amici, poi con il nostro Sindaco, allora Enrico De Giovanni, e infine con il Dr. Francesco Pasi che in quel momento presiedeva il Consiglio di Amministrazione delle Opere Pie Raggruppate di Faenza. In quel momento pensavo ad un orfanotrofio (ne avevo visto almeno due con delle immagini tremende) o a un asilo infantile che accogliesse i più fragili, i più poveri. Francesco accolse con entusiasmo l’idea di una realizzazione simile proponendosi in seguito oltre che come esperto nella formazione dello statuto anche come ricercatore di sponsorizzazioni.
Il 28.10.1997 presentammo il progetto “Casa Faenza” al Sindaco Gheorghe Ciuhandu allo scopo di ottenere un terreno in comodato per realizzarvi la costruzione pensata; un edificio ancora senza una destinazione precisa. La nostra proposta, sostenuta dall’allora vice sindaco di Timisoara Dan Surianu, fu accettata dal Consiglio Comunale di Timisoara e assieme al Dr. Pasi ci mettemmo  immediatamente alla ricerca del denaro necessario per costruire quel che era nei nostri desideri. Non fu semplice e nonostante l’ottimismo ostentato da Francesco a un certo momento, perchè non rimanesse solo un sogno, dovemmo chiedere un prestito ad una banca di Faenza (io ci misi faccia e nome), accettandone rischi e responsabilità conseguenti. Il 30 luglio 1999, senza avere totalmente a disposizione la somma necessaria per portare a termine i lavori, gettammo le fondamenta di quella che sarebbe diventata “Casa Faenza”. Il 29 settembre 1999, nell’intento di coinvolgere anche l’Amministrazione Comunale di Faenza, che fino allora aveva solo “osservato” i lavori in corso, veniva invitato a Timisoara l’Assessore Paolo Valenti perché verificasse di persona quanto stavamo realizzando. Al momento della sua visita i lavori erano giunti all’elevazione completa dei muri portanti ma ancora senza copertura.Il 14 dicembre “Casa Faenza”  era coperta e terminata al grezzo; ma per mancanza di fondi, i lavori  vennero sospesi per sei mesi.


27 ottobre 2000, "Casa Faenza" prima dell'inaugurazione.

16 marzo 2016, "Casa Faenza" oggi.

28 ottobre 2000, il  Gruppo Sbandieratori del Rione Verde il giorno dell'inaugurazione di "Casa Faenza"

     Questo stop fu comunque utile per inviare a Timisoara i materiali per terminare i lavori. Grazie alla ditta Fantinelli, inviammo il materiale elettrico che i suoi dipendenti poi utilizzarono per realizzare l’impianto. Più tardi la Cooperativa Ceramica d’Imola donò ceramica per pavimenti e rivestimenti e molti artigiani faentini si prodigarono per fornirci gratuitamente gli infissi, le grate e le tapparelle delle finestre e la ditta Caroli la centrale termica. I lavori edili poterono riprendere a pieno regime nel mese di giugno 2000 grazie all’interessamento del Comune di Faenza e delle Opere Pie Raggruppate che nel frattempo avevano aderito economicamente all’iniziativa accollandosi la rimanente spesa per terminare i lavori. Il 28 ottobre 2000 alla presenza dei Sindaci delle due città, Gheorghe Ciuhandu e Claudio Casadio veniva inaugurata Casa Faenza; avevamo realizzato il sogno di lasciare a Timisoara un ricordo perpetuo di Faenza. Da questo momento iniziammo ad interrogarci a chi destinare l’immobile e a come farlo funzionare bene. Dopo attente riflessioni fu una grande intuizione di Francesco Pasi a determinare la scelta e a far si che il centro appena inaugurato fosse destinato ad accogliere minori colpiti da sindrome autistica.

16 ottobre 2015. "Casa Faenza" rivestita con ceramiche artistiche donate dalle
"Botteghe Faentine".

      Una patologia che all’epoca si parlava poco, in Italia c’era un piccolo centro a Milano ma in Romania niente del tutto. Nei primi mesi del 2001, con altri invii, si provvide a dotare la struttura di tutti gli arredi necessari così da essere pronta per iniziare l’attività prevista per il 6 agosto. Per i primi 5-6 anni Casa Faenza è stata un centro specializzato di riferimento per tutta la Romania, un centro pilota da cui hanno tratto insegnamento le città più grosse della Nazione tra cui la capitale Bucarest. Il Centro è stato dotato nel 2008 di una piscina estiva ubicata nel parco per l’idroterapia; la Banca di Romagna e la Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza assieme ad alcuni faentini e al farmacista Dr. Piazza si sono fatti carico di colmare questa lacuna. Dopo quattro anni di lavori, il 16 ottobre 2015, a Casa Faenza  è stata inaugurata “Una casa di ceramica”. Il progetto ha previsto di coprire quasi a mosaico, con ceramica tradizionale donata dagli artigiani faentini, tutte le pareti esterne dell’edificio.

      A questo progetto hanno partecipato attivamente anche gli alunni della Scuola Elementare Carchidio che hanno realizzato un meraviglioso e grande pannello di ceramica. Annualmente il Centro accoglie in media da 60 a 70 bambini che vengono assistiti per circa 12 mesi, osservando un programma che inizia alle ore 8 del mattino fino alle 4 pomeridiane. Sono principalmente adolescenti di Timisoara le cui famiglie hanno chiesto assistenza al Centro al fine di essere valutati. Dopo un primo contatto i bimbi vengono inviati presso la Clinica di Psichiatria infantile presso la quale vengono definitivamente diagnosticati e reinviati a Casa Faenza per il trattamento scelto. A casa Faenza una squadra pluridisciplinare composta da assistente sociale, psicologa, neuropsichiatra, logoterapeuta, kinetoterapeuta e pedagogi prendono in consegna il bimbo autistico per attivare il programma individuale di intervento.
Per i bambini viene organizzata, inoltre, un' attività sportiva e ricreativa, nuoto in piscina ed escursioni e stimolazione psico-sensorio-motoria al computer. Per i genitori vengono organizzati periodicamente incontri educazionali sull’autismo. A completamento del ciclo terapeutico previsto i piccoli tornano ad inserirsi totalmente in famiglia con l’assistenza a domicilio di personale messo a disposizione da Casa Faenza. Durante l’anno sono numerose le richieste di valutare bambini provenienti da molte città della Romania e per questo il mese di luglio di ogni anno viene occupato per rispondere a queste richieste.
   
    Casa Faenza è ancora oggi per la Romania un punto di riferimento. Anche all’estero il Centro è conosciuto e ha accolto numerosi stages di studenti provenienti da Belgio, Germania, Olanda e Italia. Il personale è stato più volte invitato a partecipare a convegni di specialità in Francia e Olanda.
Consegnata al patrimonio comunale di Timisoara è stata concessa in uso per 50 anni all’Associazione Casa Faenza i cui membri fondatori, nonché facenti parte anche il Consiglio Direttivo sono il Comune di Faenza, il Comune di Timisoara e il Comitato di Amicizia Faenza-Timisoara di Faenza. Le spese di gestione sono totalmente a carico del Comune di Timisoara tranne il modico contributo annuale di €.2.500, previsto dallo statuto, a carico del Comune di Faenza. Il Comitato di Amicizia mediante raccolte fondi contribuisce in alcune spese straordinarie.

16 ottobre 2015, inaugurazione del progetto "Una casa di ceramiche".
A destra nella foto il sindaco di Timisoara Nicolae Robu a fianco il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi.






Faenza, 17 maggio 2016. Gli alunni della Carchidio illustrano al sindaco Giovanni Malpezzi il significato delle piastrelle da loro realizzate per Casa Faenza di Timisoara.  Sotto alcune delle sessanta piastrelle.

Sessanta formelle per Casa Faenza in Romania


     Faenza, 18 maggio 2016. Sessanta formelle in ceramica per i bambini autistici di Timisoara. Ci hanno lavorato in settecento per confezionare uno splendido regalo. Ieri mattina, nel prato dell'Istituto Carchidio si è così tenuta la cerimonia di consegna delle sessanta piastrelle in ceramica che andranno a comporre un grande pannello. Questo arricchirà Casa Faenza la struttura realizzata con la collaborazione del Comune e che accoglie bambini autistici a Timisoara. A capo del progetto di realizzazione delle formelle, su indicazioni di Vittorio Maggi, c'era Pietro Ravagli, uno degli ex allievi del Ballardini che si occupa dei corsi di ceramica all'interno della scuola Carchidio. «Il tema dato agli oltre 700 bambini delle delle elementari delle Carchidio - racconta Pietro Ravagli - era amicizia e gioco ». Attorno a questi si è poi sbizzarrita la fantasia dei bambini: le uniche indicazioni erano per la piastrella d'inizio (due mani che si congiungono a formare un cuore) e l'ultima, che riporta un gufetto, la scritta "Dono dagli amici della scuola Carchidio" e alcune firme. Presenti alla cerimonia il sindaco Giovanni Malpezzi, la dirigente della scuola Maria Saragoni, di Pietro Ravagli e Vittorio Maggi, dipendente comunale che segue da anni Casa Faenza.








Le sessanta formelle di ceramica  allineate  nel prato della scuola Carchidio, davanti al monumento realizzato da Angelo Biancini in onore della Medaglia d'Oro Francesco Carchidio (1861 - 1894).

Faenza, 17 maggio 2016. Una fase della consegna delle formelle di ceramica.
Da sinistra Giuliano Bettoli, Vittorio Maggi, la dirigente scolastica Maria Saragoni,
 il sindaco Giovanni Malpezzi e Pietro Ravagli.



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