Fatto in ceramica lo stemma di Papa Francesco

"Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita" - Dino Campana, Canti Orfici.
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Fatto in ceramica lo stemma di Papa Francesco

di Giulio Donati
 

Stemma di Papa Francesco I.
Uno stemma per papa Francesco! Se non fosse che è tradizione che un vescovo si insedi avendo anche un suo stemma, di certo l'attuale pontefice non avrebbe stupito nessuno se non l'avesse preparato. Ma uno stemma papa Francesco ce l'ha. Dunque, rispettata la tradizione, la sua preoccupazione prioritaria è di certo l'annuncio, l'evangelizzazione.
Dunque, quando i suoi collaboratori hanno sentito da Vittorio Ragazzini l'idea di offrirecopia  dello stemma suo in ceramica, si sono ben preoccupati di dire "beh, con questo papa e il suo modo di pensare, vediamo se può gradire l'idea".
La risposta di Vittorio è stata pronta: "L'arte ceramica è arte povera. Non ci fossero i colori a impreziosirla, è semplice terra modellata". "Allora faccia!, è stata l'altrettanto pronta replica.
Così, oggi lo stemma di papa Francesco in ceramica è pronto per andare in Vaticano. Ancora un'opera di questi nostri artisti destinati al sommo pontefice. E mercoledì  scorso (31 agosto 2016) è stato l'autore a presentarla alla stampa insieme al direttore dell'Ufficio diocesano Comunicazioni sociali, don Tiziano Zoli.
In realtà, Ragazzini era partito ancora nel 2010 lavorando allo stemma di Benedetto XVI, su sollecitazione di padre Leonardo Sapienza. Le inattese dimissioni di papa Ratzinger bloccarono l'idea, che pure era stata praticamente portata a termine. Il nuovo papa, il suo insediamento, la ripresa dei contatti per verificare la fattibilità, hanno portato al trascorrere di anni prima di decidere di ripartire.
Ma ora l'opera, per cui la bottega ceramica Vignoli si è occupata dei colori, è pronta e Vittorio Ragazzini spera in un'udienza del mercoledì in cui poter omaggiare Francesco di questo suo lavoro. La speranza è di poter realizzare il sogno prima della fine dell'anno della Misericordia. Per il momento l'opera finita sarà visibile in duomo.



La notizia come è stata riportata da il Resto del Carlino, giovedì 20 ottobre 2016.

La notizia come è stata riportata da il Piccolo, venerdì 28 ottobre 2016.



Ricordiamo brevemente le opere donate dai ceramisti faentini, con questo articolo pubblicato  il  23 ottobre  2010 dal quotidiano Faenzanotizie.it




Castel Gandolfo, Cappella di Faenza
Altare della Madonna delle Grazie.



Presepio Grande, donato alla Villa Pontificia di
Castel Gandolfo, dalla città di Faenza nel 1989.

Compie vent'anni la Cappella di
 Faenza a
Castel Gandolfo

Sono trascorsi venti anni dalla sistemazione ed arredo, con opere maioliche di ceramisti faentini, di una piccola Cappella posta nella Villa Pontificia di Castel Gandolfo, chiamata in seguito "Cappella di Faenza". Nello stesso anno la Direzione della Villa Pontificia espose il Presepio Grande ceramico di Faenza nella grande loggia contigua alla Cappella, esattamente un anno dopo la prima esposizione curata nel Salone degli Svizzeri della Villa Vaticana.

Dal 1990 quindi, ogni anno, migliaia di turisti da tutto il mondo visitano Castel Gandolfo e possono ammirare le testimonianze dell'arte ceramica faentina. Una ricorrenza che l'Ente Ceramica Faenza e l'Associazione Alteo Dolcini hanno voluto celebrare organizzando una trasferta di due giorni per la quale sono aperte le iscrizioni presso l'Agenzia Erbacci di Faenza.

Martedì 9 novembre la delegazione sarà ricevuta nella residenza di Castel Gandolfo; il viaggio si concluderà mercoledì 10 novembre con la consegna di un dono ceramico a Papa Benedetto XVI durante l'udienza papale alla Sala Nervi in Vaticano.

Due giorni per ricordare un evento importante e le persone oggi scomparse che ne furono artefici: l'allora Prefetto della Casa Pontificia, il Cardinale Dino Monduzzi; Monsignor Gino Montanari, "Don Gino" per tutti i faentini ed Alteo Dolcini, storico presidente dell'Ente Ceramica Faenza.
Grazie a loro l'arte ceramica faentina fu scelta per l'arredo artistico della piccola cappella, posta all'ingresso della Residenza Pontificia di Castel Gandolfo, da tempo non più adibita ad uso di culto.

Il progetto della sistemazione venne affidato al Prof. Pier Lodovico Massari, le opere ceramiche furono eseguite dai ceramisti Werther Bosi, Mario Pezzi, Luciano Sangiorgi e Dante Servadei. La cappella fu abbellita da un altare sul quale è posta la riproduzione della Madonna delle Grazie esistente nella Collegiata di Brisighella, impreziosita da una visione dei tre colli brisighellesi e della Torre e Duomo di Faenza.

Altri due pannelli, montati sulle pareti laterali, presentano le basiliche nelle quali il Papa Giovanni Paolo II si soffermò in preghiera durante la visita del 1986 in Romagna. Nella cappella è stata inoltre collocata una riproduzione della Madonna di Czestochowa, omaggio che il Santo Padre apprezzò molto.

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